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EDILIZIA

Capannoni

Colle Brianza. Dalla strada che attraversa Nava, appena arrivati alla prima curva della salita per Scerizzetta, girando a destra, si attraversa il quartiere residenziale di via Lariana, molto tranquillo, fatto di casette con giardino abitate da famiglie con bambini. Arrivando ai confini del paese si prosegue verso la strada asfaltata che porta verso l’Alpe. Quando finiscono le case, guardando verso il colle sembra di essere fuori dalla civiltà, solo boschi e verde e l’azzurro del cielo e… sì, ci sono anche un paio di brutti capannoni, che speriamo in futuro verranno demoliti per farci magari un maneggio di cavalli o qualcosa del genere…

Non è andata proprio così… i capannoni si sono moltiplicati: a quelli esistenti si sono aggiunte altre tre grosse costruzioni (edifici produttivi). Di solito i capannoni vengono costruiti alla periferia di un paese per evitare che i camion e automezzi vari che vanno e vengono, attraversino il centro abitato. In questo caso il sito prescelto è effettivamente alla periferia di Colle, peccato che sia raggiungibile esclusivamente attraversando la frazione di Nava e la zona residenziale di via Lariana. Proprio una scelta infelice… (certo se ci fosse stato il PLIS non avrebbero potuto farlo…)

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scorcio di via Lariana
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prima dopo
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Collina 1

La seconda casa nel verde, in un posto tranquillo, magari con la piscina…

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Guardate questo progetto in costruzione… proprio ideale… peccato che copra una collina di Colle Brianza che, guardando le cartine del dissesto idrogeologico, non è molto lontana da zone segnalate come franose (andate nel sito www.cartografia.regione.lombardia inserendo Colle Brianza come comune da ricercare e guardate la cartina del dissesto idrogeologico; anche se le rilevazioni sono datate, non credo che la situazione sia migliorata). Certo, saranno stati fatti i rilievi del caso e le costruzioni saranno certo messe in sicurezza, ma io ci penserei prima di andare ad abitarci, anche se solo per le vacanze.Al corso per diventare volontari di Protezione Civile ci è stato fatto notare come ogni volta che si cementa una porzione di terreno, la capacità di assorbimento dell’area in questione diventa nulla e tutta l’acqua che prima veniva trattenuta, ora si riversa altrove, creando torrenti e problemi in altre zone. Il moltiplicarsi di frane e inondazioni è anche dovuto ad un minore assorbimento delle acque dovuto proprio a asfalti e cementi in aree sempre più vaste. Fare un progetto di questo tipo, dove quelli che sembrano giardini, sono in realtà fette di terra non più alte di qualche decina di centimetri e poggianti sul tetto di un altro appartamento, significa aver reso impermeabile tutta la porzione di collina interessata dalle costruzioni. Certo, sarà stato predisposto un sistema di scoli ecc. che non renda problematica la gestione delle acque per i futuri abitanti del quartiere, ma da qualche parte dovrà pure essere fatta confluire l’acqua che prima veniva assorbita da questa parte di collina… (forse hanno pensato a riciclare le acque piovane?)

Per non parlare del sistema fognario… Non si è ancora finito di fare gli allacciamenti alle case esistenti e se ne costruiscono altre in zone difficilmente raggiungibili e con grossissime spese per gli allacciamenti! (forse hanno pensato alla fitodepurazione?)

L’ICI a Colle è tenuta alta anche per scoraggiare l’acquisto di seconde case… (??? giuro che l’ho letto da qualche parte…) beh, dovrebbero scoraggiare anche i prezzi delle suddette case: pensate che nel progetto di cui stiamo parlando, il più piccolo degli appartamenti (38 mq!), costa la bellezza di € 177.984!E pensare che quelli che sono contrari all’istutizione del parco portano come giustificazione il fatto che i loro figli non potrebbero costruirsi la casa nel luogo in cui sono nati… di questo passo non lo potranno fare comunque, perché non ce ne sarà più di posto, sarà tutto occupato da seconde case di gente che le abiterà per poche settimane l’anno e a cui non importerà molto di andare a sistemare i sentieri, pulire i torrenti, ecc…

Collina 2

Altre costruzioni, altra gente scontenta. Andando verso Scerizzetta, stanno costruendo una serie di case lungo il pendio. Si è già creato un comitato contro queste costruzioni (vedi nella sezione Gruppi –> Salviamo il Colle) ed anche qui le contestazioni riguardano gli stessi argomenti: zona franosa, pericolo per il passaggio di mezzi pesanti durante la costruzione, cattivo sfruttamento del territorio. Come prima diamo una sbirciatina alla cartina del dissesto idrogeologico che ci conferma che non stanno costruendo su una frana, ma poco distante. Altro non oserei dire, è tutto sotto i nostri occhi. Solamente una domanda riguardo alle disposizioni in materia di informazione ai cittadini relativamente agli obiettivi del PGT (Piano di Governo del Territorio) secondo la Legge 12 (vedi la sezione Approfondimenti –> Legge 12): sono state sfruttate tutte le possibili vie di informazione (giornali, manifesti, internet…) ai cittadini per valutare il loro consenso ed evitare corsi e ricorsi, blocco dei lavori, ecc.?

Concludendo

Una volta le pendici del Monte di Brianza erano l’orto di Milano. I terrazzamenti erano coltivati a verdure e ortaggi e quando c’era il mercato a Milano, partivano carretti (prima) e camioncini (poi) pieni dei prodotti della terra da vendere alla gente di città. Ancora adesso si può vedere quanto questa terra sia rigogliosa; ormai le specie selvatiche hanno ripreso la loro diffusione e se non ci fossero i tagli, rovi, sambuchi, ortiche e tutte le infestanti, avrebbero preso facilmente il sopravvento. Sarebbe ancora possibile sfruttare questi terreni con l’agricoltura, un’agricoltura biologica che sfrutti le potenzialità di questa terra rispettosamente e senza impoverirla. Questo potrebbe diventare un centro del biologico, con un mercato mensile (o, meglio ancora, settimanale) e una diversificazione dei prodotti, dai frutti di bosco (mirtilli, uva spina, lamponi) agli ortaggi, alle erbe officinali (lavanda, timo, origano, maggiorana,…), al miele. Che spreco di terra e di possibilità!

agosto 2007 – S.