Agricoltura sinergica, agricoltura biodinamica, permacultura,… nomi diversi per uno stesso approccio alla coltivazione

Vi è mai capitato di leggere qualche articolo di agricoltura “alternativa” (alternativa a quella meccanizzata, ormai la più diffusa) e trovare termini come permacultura (e perché non coltura?), agricoltura sinergica, agricoltura biodinamica? In realtà questi termini diversi indicano uno stesso approccio al lavoro della terra che appunto si contrappone a quello moderno meccanicistico e intensivo. Cerchiamo di definire meglio il loro significato…

AGRICOLTURA NATURALE
Definibile come l’Agricoltura del NON fare, consiste semplicemente nel lasciare che ogni cosa, nell’agroecosistema, vada secondo natura: niente potature, concimazioni, cura colturale o trattamento fitosanitario, lotte antiparassitarie, lavorazioni del terreno, questo perché la natura è perfetta e provvede a tutto da sé, basta saper seminare semi NON OGM, trattati ma autoctoni ed attendere per il raccolto…. il lavoro dell’agricoltore si limita alla semina e al raccolto. Per ottenere cio’ occorre reinselvatichire i semi ed i terreni, cioe’ disintossicarli ! Al terreno deve essere restituito quanto più possibile di ciò che ha prodotto, per cui per esempio la paglia dei cereali viene lasciata sul suolo. Il terreno rimane perennemente inerbito con una leguminosa di bassa taglia (Fukuoka – il suo fondatore – usa il trifoglio bianco) su cui si può seminare direttamente cereali, ortaggi o far crescere alberi da frutto.

approfondimento: l’insegnamento di Masanobu Fukuoka

AGRICOLTURA SINERGICA
l’arte di coltivare lasciando fare alla terra
L’agricoltura sinergica è un metodo di coltivazione elaborato dall’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip. Si basa sul principio, ampiamente dimostrato dai più aggiornati studi microbiologici, che, mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano suolo fertile attraverso i propri “essudati radicali”, i residui organici che lasciano e la loro attività chimica, insieme a microrganismi, batteri, funghi e lombrichi.

I prodotti ottenuti con questa pratica hanno una diversa qualità, un diverso sapore, una diversa energia e una maggiore resistenza agli agenti che portano malattie; attraverso questo modo di coltivare viene restituito alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende, promuovendo i meccanismi di autofertilità del suolo e facendo dell’agricoltura un’attività umana sostenibile.

approfondimenti: cosè l’agricoltura sinergica
Agricoltura ecologica – ECOLOGIA PROFONDA – di Emilia Hazelip

AGRICOLTURA BIODINAMICA

L’Agricoltura Biodinamica nacque formalmente nel 1924 a seguito di un meeting organizzato da agricoltori tedeschi i quali invitarono Rudolf Steiner, filosofo, ricercatore e fondatore dell’Antroposofia, a divulgare le prime sperimentazioni con le quali veniva cercata una risposta ai problemi emergenti dall’agricoltura chimica allora incipiente. Emersero in quell’occasione nuovi punti di vista attraverso cui guardare ai fenomeni della Natura e, in particolare, a quelli relativi all’attività produttiva umana. Il limite e la parzialità di una tecnologia agraria fondata soltanto sull’applicazione di schemi di natura fisico-chimica emersero con forza tra gli agricoltori. Furono dunque gettate le basi per una concezione, diremmo oggi “olistica” dell’azienda agricola. Una azienda in relazione con l’ambiente circostante, con la Terra intera e infine con il cosmo dei pianeti e costellazioni.

Nulla doveva essere lasciato solo a se stesso, ma tutto interconnesso in una complessità di relazioni che travalicano gli aspetti puramente causali. In biodinamica si parla dunque di agricoltura organica intendendo con questo l’attenzione verso tutti quei sistemi compiuti di relazioni viventi che individuiamo nella nostra osservazione, non solo materiale. Una pianta è un organismo vivente così come il sistema humus-terreno, il compost, l’animale, l’azienda agricola, il pianeta, il sistema planetario.

Riconoscere queste realtà, operare non solo a seguito di pensieri di causa-effetto, ma osservando alla maniera di Johann Wolfgang Goethe, significa sperimentare un pensare diverso, mobile, artistico. L’agricoltura biodinamica non è quindi una metodica ma un metodo, un percorso che, anche attraverso raffinate metodiche e tecniche, a misura dei singoli casi, porta l’agricoltore ad essere creatore di un organismo aziendale denso di vita e diffusore di prodotti sani e di vitalità.

SCOPI:
La fertilità della terra
Accrescere e mantenere la fertilità della terra, attraverso la cura del suo fattore fondamentale: l’HUMUS.
La qualità come compimento
Produrre piante e animali che non solo siano sani, ma che abbiano al massimo grado sviluppate le loro qualità tipiche.
Rigenerazione delle sementi
Migliorare la vitalità delle sementi perché le piante da esse derivate possano “dialogare” con efficienza con i componenti dell’organismo aziendale e planetario in cui si trovano.
La sana alimentazione
Produrre alimenti che rafforzino il metabolismo umano in modo tale che lo sviluppo fisico-animico e spirituale dell’uomo avvenga in modo armonico e sano.

PERMACULTURA
dall’Introduzione al libro “Introduzione alla PERMACULTURA”

La permacultura è un sistema di progettazione per la creazione di insediamenti umani sostenibili. Il termine deriva dalla contrazione non solo di “permanent agriculture” ma anche di “permanent culture” dal momento che una cultura non può sopravvivere a lungo senza una base agricola sostenibile e un’etica dell’uso della terra. A un primo livello la permacultura si occupa di piante, animali, edifici e infrastrutture (acqua, energia, comunicazioni). Tuttavia, la permacultura non considera tali elementi come a sé stanti quanto piuttosto come relazioni che si possono stabilire tra loro, in base al modo in cui essi sono collocati in una determinata area.
Lo scopo è la creazione di sistemi ecologicamente ben strutturati ed economicamente produttivi, in grado di provvedere ai propri fabbisogni, evitando ogni forma di sfruttamento e inquinamento e quindi sostenibili sul lungo periodo. La permacultura valorizza le qualità intrinseche di piante e animali, unite alle caratteristiche naturali dell’ambiente e alle peculiarità delle infrastrutture al fine di creare – in città e in campagna – sistemi in grado di sostenere la vita utilizzando la minor superficie possibile di terreno.
La permacultura si basa sull’osservazione dei sistemi naturali e utilizza sia la saggezza dei metodi di coltivazione tradizionali, sia le moderne conoscenze scientifiche e tecnologiche. Anche se è basata su solidi modelli ecologici, la permacultura crea comunque un ambiente coltivato, progettato per produrre alimenti per uso umano o animale in misura maggiore rispetto a quanto avviene generalmente in natura.
[…] La permacultura si basa sull’utilizzo di flussi energetici relativamente non nocivi e già esistenti in natura nonché sull’impiego di alimenti e risorse naturali presenti in grandi quantità, in modo che per la loro produzione non sia necessario distruggere la vita sul pianeta.
[…] Se ci sediamo sui gradini della porta di casa e guardiamo fuori, vediamo che davanti a noi c’è tutto quello di cui abbiamo bisogno: sole, vento, esseri umani, edifici, pietre, mare, uccelli e piante. La cooperazione con tutti questi elementi porta all’armonia, la contrapposizione conduce al disastro e al caos.

approfondimento: Etica della permacultura

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LINK
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http://it.wikipedia.org/wiki/Agricoltura_biologica
http://www.rudolfsteiner.it/biodinamica/index.html
http://www.mednat.org/agri/agricoltura.html
http://www.agricolturasinergica.it

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BIBLIOGRAFIA
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La rivoluzione del filo di paglia” – Masanobu Fukuoka
Introduzione alla Permacultura” – Bill Mollison e Reny Mia Slay