ETICA DELLA PERMACULTURA

tratto dal libro “Introduzione alla PERMACULTURA” Di Bill Mollison e Reny Mia Slay – Ed. AAM TerraNuova

I principi etici sono convinzioni morali e comportamenti adottati per sopravvivere sul pianeta. In permacultura adottiamo un’etica a tre dimensioni: cura della terra, cura delle persone e investimento del surplus di tempo, denaro e materiali al fine di realizzare questi obiettivi.
Cura della terra significa attenzione a tutti gli esseri viventi e non: terreni, specie vegetali e loro varietà, atmosfera, foreste, micro-habitat, animali e corsi d’acqua. Tale attenzione implica praticare attività non dannose e in grado di ripristinare gli equilibri ambientali alterati; la protezione attiva dell’ambiente; un utilizzo etico e frugale delle risorse e un “giusto vivere” (lavorare per sistemi utili e benefici).
Cura della terra significa anche rispetto dei bisogni fondamentali dei suoi abitanti in fatto di cibo, abitazione, istruzione, lavoro soddisfacente e rapporti sociali. L’attenzione rivolta agli esseri umani è importante perché anche se essi costituiscono solo una piccola parte della totalità dei sistemi viventi hanno un grande impatto sul pianeta. Se riusciamo da noistessi a provvedere ai nostri bisogni fondamentali, non avremo bisogno di indulgere in pratiche distruttive su larga scala contro il pianeta.
La terza componente dell’etica fondamentale della permacultura è l’idea di mettere a disposizione tempo, denaro ed energia in eccedenza a favore della cura della terra e delle persone. Questo significa che, dopo che ci siamo presi cura dei nostri bisogni fondamentali e abbiamo progettato i nostri sistemi al meglio delle nostre capacità, possiamo estendere la nostra influenza e le nostre energie per aiutare gli altri a raggiungere quegli stessi scopi.
La permacultura, inoltre, riconosce il valore intrinseco di ogni essere vivente. Un albero è qualcosa che ha un valore in sé, anche se per noi, magari, non ha nessun valore commerciale. Ciò che è importante è che sia vivo e in buona salute. Fa la sua parte nell’ecosistema, ricicla biomassa, produce ossigeno e anidride carbonica, offre riparo ai piccoli animali, migliora il terreno e così via.
L’etica della permacultura pervade dunque tutti gli aspetti della vita: sistemi ambientali, comunitari, economici e sociali. La chiave è la cooperazione, non la competizione.

I modi in cui possiamo adempiere i principi etici di cura della terra nella nostra vita sono i seguenti:

– considerare le conseguenze a lungo termine delle nostre azioni e pianificare in direzione della sostenibilità;
– dove possibile, utilizzare spesie locali o quelle adattate note per essere benefiche, poiché l’introduzione sconsiderata di specie potenzialmente infestanti potrebbe disturbare gli equilibri naturali;
– coltivare la minore estensione di terreno possibile, pianificare sistemi a piccola scala, intensivi ed efficienti dal punto di vista energetico, piuttosto che sistemi su larga scala, estensivi e dispendiosi;
– produzioni diversificate e policulturali (in opposizione alla monocultura) assicurano maggiore stabilità al sistema e sono in grado di fornire risposte più rapide ai cambiamenti di tipo ambientale o sociale;
– incrementare la produttività complessiva del sistema, considerando le rese fornite da piante annuali, colture perenni, pascoli, alberi e animali, e quantificando come resa anche l’energia risparmiata;
– utilizzare sistemi ambientali (solari, eolici e idrici) e biologici (piante e animali) a basso consumo energetico, per conservare e generare energia;
– reintrodurre la coltivazione di specie alimentari nelle città, come si è sempre fatto nelle società sostenibili;
– aiutare le persone a diventare autosufficienti promuovendo la responsabilità sociale;
– rimboschire e restaurare le fertilità dei terreni;
– usare ogni cosa al massimo livello possibile riciclando tutti gli scarti;
– vedere le soluzioni, non i problemi;
– impegnarsi laddove ha senso farlo (piantare un albero dove potrà sopravvivere; assistere le persone che vogliono imparare).

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