Prima di tutto vennero

a prendere gli zingari

e fui contento

perché rubacchiavano.

Poi vennero

a prendere gli ebrei

e stetti zitto

perché mi stavano antipatici.

Poi vennero

a prendere gli omosessuali

e fui sollevato

perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero

a prendere i comunisti

ed io non dissi niente

perché non ero comunista.

Un giorno vennero

a prendere me

e non c’era rimasto nessuno

a protestare.

Emil Gustav Friedrich Martin Niemöller (1892-1984) è stato un teologo e pastore luterano tedesco, oppositore del nazismo. Venne arrestato nel 1937 dalla Gestapo su diretto ordine di Hitler, infuriato per un suo sermone. Rimase per otto anni prigioniero in vari campi di concentramento nazisti, tra i quali Dachau, finché non venne liberato. E’ famoso per questa poesia, a lui attribuita e poi ripresa da Bertold Brecht. In realtà l’origine del componimento resta incerta, come pure il testo originario, di cui esistono diverse versioni. Molto chiari sono invece lo spirito e il significato di quelle parole, che oggi rischiano di tornare improvvisamente attuali.

da AAM TerraNuova n°230 ( luglio/agosto 2008 )

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